Come aumentare la velocità al pianoforte col metronomo
Isola il passaggio, trova il tempo in cui ti esce pulito due volte di fila e sali di due o tre battiti al minuto per volta: è il metronomo progressivo, e regge finché regge il movimento della mano. Qui hai il loop su quel solo passaggio, la velocità della registrazione da 0,25× a 2× e, cosa che un metronomo non fa, il registro di quanto sei salito davvero in queste settimane.
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Studiare lento non ti rende veloce, e va detto
Su questo in Italia ci sono due scuole. Una dice di studiare lentamente e salire col metronomo; l’altra, sui siti di pianoforte più letti, risponde che suonare lento non ti renderà più veloce e che studiare troppo lentamente è una trappola. La seconda ha ragione su quello che conta: la velocità è prima di tutto un problema di movimento, economia del gesto, mano che si sposta in orizzontale, dita vicine ai tasti. Ripetere piano un gesto sbagliato lo rende solo più stabile, e un’app le tue mani non le vede: quella parte resta tua e del tuo insegnante.
Il lavoro lento fa una cosa più modesta e più utile: tiene pulito il passaggio mentre il tempo sale e ti dice dove il movimento non regge ancora. Se a 60 il passaggio è pulito e a 72 si sporca, non ti manca la velocità: a 72 cambia il gesto. Lì cambi la diteggiatura o il movimento, non il numero di ripetizioni.
Il metodo, in quattro passi
- Delimita il passaggio. Una o due battute, non la pagina intera: la scala veloce, il salto della mano sinistra, il cambio di accordo. Prendi un movimento prima e uno dopo, così studi anche l’entrata.
- Parti dal tempo in cui esce pulito, non dal più lento possibile: quello in cui non devi pensare a quale dito viene dopo e le mani restano rilassate.
- Mani separate, poi unite. Prima la destra, poi la sinistra, poi insieme; quando le unisci scendi di un passo.
- Sali poco alla volta. Due volte di fila senza errori, poi un passo in su. È la tecnica che in Italia ha un nome, metronomo progressivo, e chi la descrive parla di variazioni di due o tre battiti al minuto, non di salti. Non l’abbiamo inventata noi: il nostro metronomo la esegue.
Come ti aiuta lo strumento
Con una registrazione del pezzo. Incolla il link di YouTube di un’esecuzione o carica un file tuo. La velocità va da 0,25× a 2× a passi di 0,05×, senza che il brano diventi più grave: a 0,6× un La resta un La, cambia solo il tempo fra una nota e l’altra, non l’altezza del suono. Più dettagli in Rallentare una canzone senza cambiare tonalità.
Solo il passaggio. Trascini due marcatori intorno alle battute e si ripete solo quella parte finché non la fermi; il loop più corto dura un secondo. Dagli un nome subito, “Scala mano destra, battute 12–13”: fino a 100 loop con nome per brano, e la volta dopo si riapre con un tocco alla velocità dove l’avevi lasciato. Se la registrazione è un video, vedi anche Rallentare un video di YouTube per esercitarsi.
L’aumento automatico. Decidi dopo quante ripetizioni del loop (da 1 a 20) la velocità sale e di quanto (da 0,05× a 0,20×). Si ferma a 1,0×: il loop continua, e più veloce ci vai solo se lo imposti tu. È il passo 4 del metodo senza togliere le mani dalla tastiera. Un aumento di questo tipo ce l’hanno anche altri strumenti; la differenza è in quello che resta dopo.
Senza registrazione: il metronomo. Se studi sullo spartito, il metronomo ha un allenatore di tempo: imposti il tempo iniziale e quello finale (da 40 a 240 BPM), la dimensione del passo (da 1 a 30 BPM) e ogni quante battute (da 1 a 16) sale, e al tempo finale resta lì. Per il metronomo progressivo tieni il passo a due o tre BPM. Anche il tempo passato col metronomo conta come tempo di pratica.
Mani separate, con onestà
L’app non può separare la mano sinistra dalla destra in una registrazione. Quello che funziona: metti la frase in loop e suoni una mano mentre la registrazione va con tutte e due; prima la destra, poi la sinistra, sempre alla stessa velocità bassa.
Solo sui file che carichi tu, con Pro, un brano si separa in sei tracce, fra cui una di piano. Quella traccia è sperimentale e viene meno pulita di voce, batteria e basso, e con i video di YouTube non esiste mai: il loro audio a noi non arriva.
Quello che resta dopo tre settimane
Su un passaggio difficile il progresso di un giorno non si sente. Per questo il tempo di pratica si registra da solo, per brano e per loop, senza che tu annoti niente. Ogni brano ha la sua Scala della velocità: quanto tempo vero hai passato a 0,6×, a 0,75× e a 0,9×, e da dove eri partito. La Scala dei progressi mostra la stessa cosa per tutti i tuoi brani insieme.
Qui sta la risposta alla discussione di prima. Se dopo tre settimane sei fermo allo stesso tempo, il problema è il gesto e va cambiato quello; se la scala è salita, il metodo sta funzionando e non devi crederci sulla parola. Nessun metronomo e nessun sito per fare loop ti dice quale dei due casi è il tuo, perché nessuno dei due si ricorda di te.
Da cinque loop con nome in poi, il Ripasso ti propone per primi i passaggi che non tocchi da più tempo. E una serie conta i giorni in cui ti eserciti; se ne salti uno, la protezione della serie lo copre in automatico.
Vuoi prima tirare giù il pezzo a orecchio? Vedi Come imparare una canzone a orecchio.
Gratis o Pro, senza giri di parole
Rallentare, ripetere in loop, dare un nome ai loop e ritrovarli, l’aumento automatico, il tempo di pratica registrato, le statistiche, il Ripasso e il metronomo sono gratis e senza account. Caricare i tuoi file audio o video, per esempio la registrazione della tua lezione, è gratis anche quello, ma richiede un account gratuito: da ospite non si può, e i file restano sul dispositivo da cui li hai aggiunti. Pro costa 5,99 € al mese o 57 € all’anno (prezzi in euro; fuori dalla zona euro l’importo viene convertito al pagamento e può variare) e aggiunge la sincronizzazione di quei file tra i tuoi dispositivi, la separazione in sei tracce di un brano che carichi tu e due viste statistiche più dettagliate.
FAQ
Suonare lento ti rende più veloce al pianoforte?
Da solo no, e chi in Italia lo ripete ha ragione: se il movimento non è efficiente, ripeterlo lento lo rende solo più stabile. Lo studio lento tiene pulito il passaggio mentre il tempo sale e ti mostra a quale tempo si sporca; lì si cambia il gesto o la diteggiatura, non il numero di ripetizioni.
Quanto lento devo studiare un passaggio difficile?
Al tempo in cui lo suoni due volte di fila senza errori e senza tensione, non al più lento possibile. Con una registrazione di solito sta fra 0,5× e 0,8×; non c’è un numero giusto, dipende dal passaggio.
Di quanto conviene salire ogni volta?
Poco. Col metronomo due o tre battiti al minuto; con la registrazione +0,05×. Se si sporca, torni indietro di un passo e resti lì finché non torna regolare.
L’app può suonare la mano destra e la sinistra separate?
No. Da una registrazione non si isola una sola mano. Metti la frase in loop e suoni una mano, poi l’altra, poi tutte e due.
L’aumento automatico supera la velocità originale?
No, si ferma a 1,0×. Più veloce solo a mano, fino a 2×.
Serve una registrazione del pezzo?
Non per forza tua: basta un video di YouTube che YouTube stesso permetta di incorporare in altri siti. E senza registrazione ti eserciti col metronomo e il suo allenatore di tempo; il tempo si registra lo stesso.
Quali esercizi aiutano ad aumentare la velocità?
Scale, arpeggi e studi servono per il movimento e per il riscaldamento, ma la velocità di un pezzo si guadagna su quel passaggio: in loop, al tempo giusto e salendo poco alla volta.
Due battute, un loop, ogni settimana un tempo più alto. Apri la registrazione del pezzo, segna il loop sul passaggio difficile e lascia che la Scala della velocità dica se stai salendo davvero.